Messinese da sette generazioni, mi sono trasferita a Milano in tarda età esaudendo il sogno di una vita : allargare gli orizzonti dalle limitazioni dell'isola alla vitalità del continente. La bellezza della natura siciliana, la luce , i colori non possono colmare la carenza di tutto il resto. L'assenza di un liceo artistico, ad esempio, mi ha gravemente penalizzata e condizionata. Ho fatto il magistrale e poi l'impiegata infelice. Artisticamente ho dovuto fare tutto da sola, studiando sui manuali e sui
libri di storia dell'arte . Per tutta la giovinezza e buona parte della maturità ho disegnato e dipinto nel chiuso della mia casa, col plauso dei soli amici e parenti. Troppo poco. Lavoravo e l'assoluta mancanza di contatti artistici, sfocava e rendeva sterile ogni discorso, era come se parlassi in una stanza blindata e la storia moriva da sè. Staccavo, riprendevo dopo mesi, dopo anni, dilaniandomi nel dubbio del talento, c'è, non c'è?
Solo nella tarda maturità ho potuto contare su un primo contatto artistico nella mia città, l'Università della terza età. Ho dovuto superare gli anta, entrare nella
fascia protetta, tipo carcerati, drogati, anziani, appunto, per avere, nella mia terra, uno spazio umano di confronto artistico e creativo. E così ho cominciato a dipingere veramente, ho cominciato a farlo con regolarità e in un crescendo continuo, sono uscita dalla stanza blindata. Liberata dai laccioli lavorativi e familiari sono volata al nord, mi sono tuffata nella zona più nebbiosa e grigia d'Italia, senza mare e senza monti, ma che creatività si respira nell'effervescente e inquinata Milano! E' tale l'euforia del "volo" che non riesco a fermare il pennello. Dipingo ininterrottamente, debbo recuperare i primi cinquant'anni immolati alla mia bellissima e tragica terra.